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    <title>Studio Contin</title>
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    <description>tutti gli aggiornamenti in tempo reale</description>
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      <title>Studio Contin</title>
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    <item>
      <title>Portineria 14</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Tre amiche aprono il bar portineria a Milano
          
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
                  
         Tre amiche bariste (Francesca, Federica ed Emanuela), con l’idea di aprire un posto speciale sui Navigli, a Milano: un bar che fa anche da portineria di quartiere.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          «Portineria 14 offre servizi a persone del quartiere: il ritiro di un pacco, la custodia di un mazzo di chiavi, la segnalazione di un artigiano, la consegna a casa delle medicine. Tutto per far crescere in zona la fiducia» racconta Francesca.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
          Come è nata l’idea?
         
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          «L’idea è venuta da un’edicola multiservizi in Francia. Con la differenza che loro si fanno pagare, mentre noi offriamo tutto gratis. Ma le particolarità non si fermano qui: a pittori e fotografi mettiamo a disposizione, sempre free, le nostre pareti per delle mostre, agli artigiani regaliamo il locale per un giorno per esporre i loro oggetti. Organizziamo raccolte benefiche» continua Francesca.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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           Ma il business?
          
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    &lt;/b&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          «Quello lo facciamo con il bar, pieno dalla tarda mattinata alle ore piccole, e frequentato da studenti, anziani, famiglie. Cocktail a partire da 7 euro, un pasto fra 8 e 13. Usiamo solo ingredienti naturali e selezionati. A chi mangia da noi, offriamo il caffè e un dolcetto. Il Wi-Fi è gratis per tutti. C’è sempre qualcuno con cui fare due chiacchiere» conclude Francesca.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 09 Nov 2019 20:35:22 GMT</pubDate>
      <author>183:747497625 (Alessandro Contin)</author>
      <guid>https://www.studiocontin.com/portineria-14</guid>
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    <item>
      <title>Il condominio più verde d’Europa si trova a Torino</title>
      <link>https://www.studiocontin.com/il-condominio-piu-verde-deuropa-si-trova-a-torino</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
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         Sapevate che il condominio più verde d’Europa si trova a Torino? Si chiama 25 Verde ed è tra i palazzi più green del mondo. Questo straordinario edificio coperto di alberi e piante è molto più di una fuga dalla città; la sua struttura, infatti, protegge efficacemente residenti dal rumore esterno e dall’inquinamento atmosferico.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           25 Verde è una vera e propria foresta in città, con alberi in vaso e rami d’acciaio che mascherano un condominio di 5 piani e 63 unità abitative nel cuore di Torino. Progettato da Luciano Pia, questo edificio è avvolto nel verde col risultato di eludere il contesto urbano e di integrare la vita nella facciata del palazzo.
          
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    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
          Un’isola verde nel cuore di Torino
         
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La struttura ondulata crea un passaggio naturale tra gli spazi esterni e quelli interni, dove si trovano complessivamente 150 alberi e moltissime piante; questo polmone verde assorbe fino a 200.000 litri di anidride carbonica all’ora. Inoltre, protegge i residenti dall’inquinamento atmosferico e da quello acustico delle strade circostanti, che sono molto trafficate. Come se non bastasse, il ciclo stagionale degli alberi a foglie caduche mantiene un microclima ideale all’interno del palazzo, stabilizzando le temperature estreme nei mesi più freddi e in quelli caldi: in estate il fogliame blocca i raggi del Sole; in inverno i rami spogli lasciano entrare la luce calda.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il condominio è composto da 63 appartamenti, tutti dotati di due ampi terrazzi con una vegetazione ricca e lussureggiante.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sono stati volutamente scelti alberi e piante decidue, in modo da garantire un ricambio continuo di colori, fogliami e fioriture.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questo tipo di design è assolutamente innovativo: oltre all’aspetto immaginifico (quasi si trattasse di vivere una casa sull’albero), questo progetto porta dei benefici reali a coloro che vivono in questo palazzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ci auguriamo che altri edifici del genere inizino a vedere la luce in Italia e contribuiscano a migliorare la vita nei contesti urbani ad alta densità abitativa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 Nov 2019 22:16:16 GMT</pubDate>
      <author>183:747497625 (Alessandro Contin)</author>
      <guid>https://www.studiocontin.com/il-condominio-piu-verde-deuropa-si-trova-a-torino</guid>
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    <item>
      <title>Station F</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Inagurato nel 2017 a Parigi, ha 3000 postazioni per startupper, 60 sale riunioni e un auditorium di 370 posti, un fablab e un campo da tennis sul tetto.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 29 giugno 2017, l’incubatore di start up più grande del mondo ha aperto le porte a Parigi. Station F occupa i 34 000 metri quadri della Halle Freyssinet, ex deposito ferroviario dell’Est della capitale francese. All’origine del progetto c’è Xavier Niel, enfant terrible della telefonia e dell’innovazione francese, e 250 milioni di euro d’investimenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il timing è perfetto. “Per le startup francesi, l’elezione di Donald Trump, il brexit e i prezzi della Silicon Valley potrebbero rivelarsi una grande chance”, ha sottolineato Roxanne Varza, direttrice di Station F. A 32 anni, la giovane americana di origine iraniana ha convinto in qualche mese Facebook, Microsoft e il gigante francese dell’e-commerce Vente Privée a unirsi al progetto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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         I programmi d’accelerazioni sono 21, di cui 10 destinati ai progetti internazionali. Ogni grande gruppo che ha partecipato alla costruzione di Station F ha sviluppato un programma speciale. Per esempio, il programma Start-up Garage, finanziato da Facebook, occupa 80 postazioni e darà la priorità all’utilizzo dei dati, specialmente nel settore della salute, dei trasporti e dell’educazione. Le prime start up selezionate sono Chekk, Mapstr, The Fabulous, Onecub e Karos. Il programma di Microsoft, invece, si concentrerà sull’intelligenza artificiale.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Anche l’HEC, la storica grande école di business di Parigi, ha deciso di prendere parte al progetto offrendosi 700 metri quadrati sotto le alte curve dell’ex deposito. Il costo di una postazione per il programma Founders Program, quello finanziato dalla stessa Station F, ammonta a 195 euro al mese. Accompagnamento business incluso. Per essere accettati è necessario passare le selezioni del Selection Board composto da 100 imprenditori provenienti da 21 paesi.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il campus conta 3000 postazioni, 60 sale riunioni e un auditorium di 370 posti, un fablab e uno spazio dedicato ai pop up store. Oltre ad un ristorante, 4 cucine, 2 bar e un campo da tennis situato sul tetto dell’edificio. A dieci minuti da Station F sono in cantiere anche 3 nuovi torri, 100 appartamenti e un fitness center. L’innovazione in Europa sembra aver trovato una nuova capitale, Station F.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 28 Oct 2019 20:40:06 GMT</pubDate>
      <author>183:747497625 (Alessandro Contin)</author>
      <guid>https://www.studiocontin.com/station-f</guid>
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      <title>Torre Eva</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Torre Eva è un edificio che ha l'ambizione di coniugare la volontà architettonica di un involucro trasparente, funzionale alla massimizzazione dell'utilizzo della luce naturale, in un volume che si sviluppa in altezza, con la ricerca della massima efficienza energetica e sostenibilità ambientale.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'edificio è di circa 12.000 mq su 14 livelli di cui uno interrato (per un'altezza fuori terra di 56 m) completamente vetrato, articolato in quattro cristalli a forma trapezoidale che si sviluppano attorno ad un profondo un pozzo di luce di 10 piani di altezza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E' un edificio che ha l'ambizione di coniugare la volontà architettonica di un involucro trasparente, funzionale alla massimizzazione dell'utilizzo della luce naturale, in un volume che si sviluppa in altezza, con la ricerca della massima efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Ne risulta un fabbricato dalle sofisticate soluzioni tecnologiche ed impiantistiche concepite e progettate in modo integrato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La sua destinazione d'uso è direzionale-servizi, a completamento di un complesso di edifici disposti attorno ad una piazza su cui si affacciano attività commerciali, di ristorazione e di servizio per il tempo libero. Diversamente dai comuni insediamenti commerciali, qui si privilegia lo spazio di aggregazione, si valorizza il luogo dello stare, un raccolto ma suggestivo spazio pubblico.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La torre si affaccia in questo luogo d'incontro, inquadrata tra le pareti inclinate nere degli edifici che lo racchiudono. L'ingresso alla torre è un "taglio" ripido, inclinato, a tutta altezza tra i due volumi puri che costituiscono parte dell'edificio. La compressione dello spazio, data dalle pareti inclinate prospicenti l'ingresso, conduce il visitatore in modo chiaro all'entrata principale. La parete, ripida e continua, rapporta in modo immediato il visitatore con l'altezza dell'edificio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La scelta del vetro per l'involucro esterno e quindi della trasparenza, dal punto di vista compositivo, è funzionale a creare una logica di forte contrasto con i bassi edifici circostanti, che volutamente costituiscono un compatto basamento nero, da cui emerge un edifico trasparente, che con la sua leggerezza si confonde con il cielo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Anche la frammentazione del volume in diversi "cristalli" esprime la volontà di accentuare l'effetto di leggerezza che l'edificio vuole rappresentare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 13 Oct 2019 19:50:21 GMT</pubDate>
      <author>183:747497625 (Alessandro Contin)</author>
      <guid>https://www.studiocontin.com/torre-eva</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Bosco Verticale</title>
      <link>https://www.studiocontin.com/bosco-verticale</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/4ac603ce228449f690df73c90d5435f5/dms3rep/multi/1200px-Bosco_Verticale_Milano.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Il Bosco Verticale è un modello di edificio residenziale sostenibile, un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione dell’ambiente e alla biodiversità urbana senza espandere la città sul territorio. Si tratta di un modello di densificazione verticale della natura all’interno della città, che opera in relazione alle politiche di rimboschimento e naturalizzazione dei grandi confini urbani e metropolitani. Il primo esempio di Bosco Verticale, composto da due torri residenziali di 110 e 76 m di altezza, è stato realizzato nel centro di Milano, ai confini del quartiere Isola, e ospita 800 alberi (ognuno di questi di 3, 6 o 9 metri), 4.500 arbusti e 15.000 piante e una vasta gamma di arbusti e piante floreali, distribuiti in relazione alla posizione delle facciate verso il sole. In ogni Bosco Verticale è presente una quantità di alberi che occuperebbe una superficie di 20.000 mq. Il sistema vegetale del Bosco Verticale aiuta nella creazione di uno speciale microclima, produce umidità e ossigeno, assorbe particelle di CO2 e polveri sottili.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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          Gli habitat biologici del Bosco Verticale aumentano la biodiversità, aiutando a generare un ecosistema urbano. I diversi tipi di vegetazione creano infatti un ambiente verticale che può anche essere colonizzato da uccelli e insetti, trasformando il Bosco Verticale in un simbolo della ricolonizzazione spontanea della città da parte di piante e animali. La realizzazione di un certo numero di Boschi Verticali in città potrà dare vita a una rete di corridoi ambientali, che animeranno  l’ecosistema dei principali parchi urbani, collegando i diversi spazi di crescita della vegetazione spontanea.
         
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          Il Bosco Verticale è anche una misura “anti-sprawl”, che mira a controllare e ridurre l’espansione urbana. Se pensiamo a loro in termini di densificazione urbana, ogni torre del Bosco Verticale è equivalente a una zona di espansione residenziale che può misurare fino a 50.000 metri quadrati.
         
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         Il Bosco Verticale è un punto di riferimento nella città in grado di generare nuovi tipi di paesaggi variabili, che possono cambiare la loro forma in ogni stagione secondo le tipologie delle piante coinvolte. L’immissione di più Boschi Verticali offrirà una visione diversa della città metropolitana.
         
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          L’azione di mitigazione del Bosco Verticale aiuta a costruire un microclima e a filtrare le particelle di polvere che sono presenti nell’atmosfera in ambiente urbano. La diversità delle piante contribuisce a creare l’umidità e ad assorbire CO2 e polveri, produce ossigeno, protegge le persone e le case dai raggi del sole e dall’inquinamento acustico.
         
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          Gli alberi sono un elemento chiave per comprendere i progetti di architettura e i sistemi di giardino. In questo caso la scelta dei tipi di alberi è stata fatta per adattare il loro posizionamento sulle facciate, anche secondo la loro altezza. Le piante sono state appositamente pre-coltivate in un vivaio specializzato. Un processo che ha coinvolto il lavoro di due anni svolto in sinergia con un gruppo di botanici.
         
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          La gestione delle vasche che contengono gli alberi è basata sul regolamento edilizio, così come la manutenzione del verde e il numero di piante per ogni appartamento. Per calibrare la necessità di acqua delle varie piante, il progetto ha tenuto conto della distribuzione e del posizionamento delle diverse specie vegetali sulle torri.
         
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      <pubDate>Sun, 13 Oct 2019 19:09:48 GMT</pubDate>
      <author>183:747497625 (Alessandro Contin)</author>
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          CityLife è il progetto di riqualificazione urbana del quartiere Portello di Milano. Quest’area era precedentemente occupata dalla Fiera Milano City e per dare nuova vita al quartiere, creando uno spazio che valorizzasse l’intera città, si è ricorso ad architetti internazionali per la progettazione degli spazi.
         
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          Ad oggi è un quartiere molto moderno, contraddistinto dalle Tre Torri centrali che danno anche il nome alla piazza su cui si trovano e alla fermata della metropolitana che porta fino a qui.
         
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         Il progetto è estremamente vasto e comprende la creazione di tante infrastrutture dalla destinazione d’uso differente: da un asilo di design a orti, da spazi direzionali ad abitazioni civili fino a un centro commerciale e a parchi aperti al pubblico. Si tratta ovviamente di una zona piuttosto ricca del capoluogo lombardo e quindi frequentata principalmente per motivi business e abitata da cittadini altospendenti. Nonostante ciò il progetto ha dato nuova vita all’intero quartiere e una passeggiata tra le sue piazze e i suoi grattacieli è ovviamente un valore aggiunto per tutti.
         
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          CityLife si è posto principalmente tre obiettivi:
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - creare l’area pedonale più vasta di Milano e una tra le più grandi d’Europa, limitando i parcheggi e la circolazione delle auto ai piani interrati;
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - dimezzare la cubatura totale rispetto agli edifici presenti prima dell’intervento;
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - realizzare il terzo parco della città di Milano.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con questo intervento la fiera di Milano è stata totalmente spostata, ad eccezione di FieraMilanoCity, che è rimasto un piccolo spazio nel quale vengono comunque ospitati eventi di piccole dimensioni. Anche lo spazio della fiera rimasto qui è stato sottoposto a un intervento di riqualificazione, attraverso una copertura con una struttura metallica che avvolge l’edificio come fosse una coperta.
         
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  &lt;a&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 13 Oct 2019 08:43:21 GMT</pubDate>
      <author>183:747497625 (Alessandro Contin)</author>
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